In queste ore, sui giornali, in televisione e sui social, si moltiplicano interventi di sostegno eforti critiche alla legge di bilancio 2026. Le parlamentari e i parlamentari del PartitoDemocratico sono intervenuti con determinazione per smontare una manovra che,ancora una volta, penalizza le donne e non affronta le disuguaglianze strutturali del Paese.Sul fronte delle politiche per le donne emergono almeno due criticità gravi: lacancellazione di Opzione Donna e la totale assenza di investimenti strutturalisull’occupazione femminile.Opzione Donna rappresentava – pur con limiti evidenti – uno strumento di flessibilità inuscita dal lavoro, pensato per tenere conto delle carriere discontinue e delledisuguaglianze che colpiscono soprattutto le donne. La sua eliminazione non solorestringe l’accesso alla pensione anticipata, ma introduce criteri ancora più penalizzanti,aggravando un divario già profondo.Le esponenti e gli esponenti del Partito Democratico hanno denunciato come questascelta si inserisca in una visione miope, che ignora la realtà del lavoro femminile in Italia:salari più bassi, precarietà diffusa, carichi di cura sproporzionati. È una manovra checontinua a parlare di donne quasi esclusivamente come madri, e non come lavoratrici,cittadine e risorsa strategica per lo sviluppo economico e sociale del Paese.Questa impostazione non è episodica, ma coerente con l’azione di questi anni di governo:dal rifiuto del linguaggio di genere, alla mancanza di riforme incisive sulla parità salariale,sui congedi parentali equamente distribuiti e su politiche efficaci di conciliazione tra vita elavoro. A ciò si aggiunge un approccio timido o restrittivo su nodi fondamentali come lasalute riproduttiva e la prevenzione della violenza di genere, anche attraverso la mancataintroduzione di una seria legge sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.Come ribadito dal Partito Democratico, non è possibile affrontare né il calo delle nascite néla crisi economica senza più lavoro stabile e dignitosamente retribuito, più servizi e unareale libertà di scelta per le donne. Politiche che evocano la famiglia ma non investonosull’autonomia femminile non costruiscono futuro.Per questo resta fondamentale continuare a rafforzare i percorsi di autodeterminazionedelle donne, aumentarne la presenza nelle istituzioni e valorizzarne l’impegno politico esociale. Non tutte le donne al potere fanno le stesse scelte: il giudizio deve basarsi sempresulle politiche adottate, non sull’identità di genere di chi governa. È su questo terreno chel’opposizione del Partito Democratico continuerà a incalzare il governo, dentro e fuori dalParlamento.