A Rivoli tutto tace!!!!

Con la legge 107/2015 e con il decreto legislativo 65/2017 si sono messe in evidenza le tematiche educative relative alle bambine ed ai bambini piccoli.
Nello specifico il provvedimento valorizza l’esperienza educativa dalla nascita sino ai sei anni.

Il decreto, tenuto conto dell’orientamento europeo, elimina l’interruzione tra i due periodi dell’infanzia, fornendo indicazioni e linee guida per servizi educativi e di istruzione di qualità.

Il Partito Democratico rivolese ha fin da subito recepito, condividendolo, lo spirito del legislatore, finanziando alcune iniziative, tra cui l’apertura della ludoteca “zero-sei anni” inaugurata nel settembre 2018 presso l’asilo nido Donini.


Poi tutto si è fermato! All’attuale amministrazione comunale questa tematica (come molte altre nel campo dell’istruzione) non interessa???

Riportiamo un interessante ed approfondito articolo dell’ex assessora Franca Zoavo. Vi invitiamo a leggerlo per poter riflettere su questa importante tematica, anche alla luce della continua evoluzione nel campo scolastico ed educativo.

RIVOLI PERDE UN’IMPORTANTE OCCASIONE : PROMUOVERE E ATTIVARE IL SISTEMA INTEGRATO PER UNA NUOVA STAGIONE DI POLITICHE EDUCATIVE PUBBLICHE 0/6

Negli ultimi anni il sistema di educazione 0-6 è stato al centro di dibattiti e di svariati interventi normativi.
In seguito alla Legge 107/2015, è stato approvato il decreto legislativo n.65 del 13 aprile 2017 che ha istituito il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni.


Il decreto nasce dall’esigenza primaria di garantire, sin dalla nascita, pari opportunità di educazione e di istruzione, di cura, di relazione e di gioco a tutte le bambine e a tutti i bambini, concorrendo ad eliminare disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali attraverso il superamento della dicotomia tra servizi educativi per la prima infanzia e la scuola dell’infanzia, costruendo un percorso educativo e formativo unitario, pur nel rispetto delle specificità di ciascun segmento.

In questa prospettiva il provvedimento valorizza l’esperienza educativa dalla nascita a sei anni, con l’obiettivo di dare adeguata collocazione a tale esperienza all’interno del percorso di formazione della persona.
Il decreto, tenuto anche conto dell’orientamento europeo, elimina la cesura tra i due periodi dell’infanzia, fornendo indicazioni e linee guida per servizi educativi e di istruzione di qualità.

A circa tre anni dall’approvazione del Decreto, è importante soffermare l’attenzione sui bisogni dei nostri bambini, per costruire insieme, famiglie, altre realtà educative della città, educatori e insegnanti, una cultura della cura dell’inclusione solidale e partecipata.


A Rivoli ci sono 13 scuole dell’infanzia statali, due asili nidi comunali: sperimentare e attivare, come fatto in altri Comuni e avviato dalla passata amministrazione, il progetto del sistema integrato 0/6 del servizio pubblico è fondamentale.


Sperimentare, per i bambini e le famiglie, l’attivazione di almeno una sezione primavera, sezione aggregata alla scuola dell’infanzia , come opportunità prevista dalla legge, è compito di un’amministrazione , competente, attenta e rispettosa delle tematiche educative e scolastiche.
In questo contesto che offre precise opportunità, è importante costruire un progetto di crescita 0-6 , attraverso un percorso partecipato sui servizi per l’infanzia della città e del territorio, con la finalità di mettere a confronto bisogni, visioni e osservazioni sulle prospettive di sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia.
Attivare forme di confronto, è una sfida che punta sulle potenzialità della partecipazione come metodologia democratica e generativa, sulla forza dell’ascolto e dell’incontro di molteplici punti di vista, all’interno di un processo di costruzione per una nuova stagione delle politiche educative pubbliche per la fascia 0/6.

Purtroppo sul fronte comunale tutto tace.

Anzi, l’indirizzo che questa amministrazione sta perseguendo è quello dell’estrernalizzazione del servizio asilo nido e la non costruzione della scuola dell’infanzia Mamma Pajetta, sede idonea per sperimentare una sezione primavera.
Questa amministrazione per quando concerne i servizi educativi per la prima infanzia, ha scelto il risparmio economico.

Non tiene inoltre conto, di quanto emerge a livello nazionale in merito ai fondi stanziati a sostegno degli asili nido, in particolare per la riduzione delle rette da parte delle famiglie.

A 50 anni dell’istituzione degli asili nido comunali, a fronte di un’ efficace
decreto legislativo e stanziamenti economici, a fronte di un panorama
europeo che promuove con sociologi, educatori, economisti e la politica, la discussione sui questi servizi primari, con l’obiettivo di renderli gratuiti, la nostra amministrazione non sente l’esigenza di partecipare alla discussione.


A fronte di Regioni, Comuni e Scuole statali, che attivano coordinamenti, il nostro Comune, ritiene necessario un risparmio economico, mentre studi di settore fanno emergere con chiarezza che nei processi di costruzione del sapere e delle conoscenze, le risorse impegnate nel settore integrato dell’educazione e dell’istruzione per le bambine e i bambini da 0 e 6 anni non sono una spesa, ma un investimento per il futuro.

Noi siamo preoccupati poiché vediamo “svalorizzare” pezzi educativi importanti, registriamo mancanza di conoscenza sui temi dell’educazione, mancanza di opportunità per le famiglie, per la comunità e per la crescita dei bambini.

Franca Zoavo