Il nuovo Piano Regolatore tra sostenibilità, sociale e visione di futuro
L’approvazione del Piano Regolatore Preliminare in Consiglio Comunale avvia il percorso che traccia la rotta per la città dei prossimi decenni.
Non si tratta di una semplice variante tecnica, ma di una precisa scelta politica: contenere l’espansione della città e iniziare a curarla, valorizzarla e renderla accessibile a chi la vive ogni giorno. Nei prossimi mesi, dopo le osservazioni, verrà votato il piano regolatore definitivo.
Il nuovo piano votato in consiglio si basa sui seguenti capisaldi:
1. Flessibilizzazione area industriale
L’urbanistica con destinazioni d’uso rigide, ha spesso messo burocrazia tra l’esigenza e la sua realizzazione. Su alcuni assi dell’area industriale, il nuovo Piano introduce criteri di flessibilizzazione che permettono alla pubblica amministrazione di rispondere con rapidità alle trasformazioni economiche e sociali, attirando investimenti senza subire lungaggini burocratiche.
2. Riscrittura dell’area Bonadies
Per l’area Bonadies è stata definita una linea precisa che tutela il contesto urbano: nessun grattacielo, nessuna destinazione impropria su scuola o giardino. La scelta politica punta a una rifunzionalizzazione misurata e coerente, evitando sia la speculazione in altezza, che altererebbe il profilo del quartiere, sia soluzioni pubbliche non sostenibili o fuori scala per quel comparto.
3. Diritto alla casa: l’Edilizia Convenzionata
Il carovita e l’inflazione immobiliare rischiano di espellere dalla città le giovani coppie, gli studenti e i lavoratori essenziali.
Prezzi calmierati: L’ampliamento della quota di edilizia convenzionata garantisce alloggi a costi accessibili sia in vendita sia in locazione.
Coesione sociale: Evita lo spopolamento e la perdita della forza lavoro locale, trasformando il welfare abitativo in un motore di tenuta socio-economica.
4. Rigenerazione del patrimonio immobiliare comunale
I cespiti di proprietà pubblica inutilizzati non devono essere più un costo di manutenzione o un simbolo di degrado. Attraverso le norme del nuovo Piano, gli immobili comunali dismessi vengono messi a valore, diventando la leva principale per attrarre progetti di rigenerazione urbana e generare nuove entrate o servizi per la collettività.
5. Tutela del territorio e bassissimo consumo di suolo
Il suolo è una risorsa finita e non rinnovabile. Il Piano adotta il principio del “costruire sul già costruito”:
Sicurezza idrogeologica: Preservare la permeabilità del terreno riduce i rischi legati ai fenomeni meteorologici estremi.
6. Identità urbana e microclima: il contenimento delle altezze
Mettere un freno alla corsa verso l’alto protegge l’identità visiva della città. Limitare le altezze degli edifici garantisce la tutela dei coni visivi storici e del panorama, preservando la qualità climatica degli spazi pubblici sottostanti.
